i migliori oli essenziali

Sono sempre di più le persone che amano vivere in ambienti delicatamente e gradevolmente profumati, circondati da aromi che non siano troppo forti (col rischio di risultare stucchevoli, oppure, peggio di far venire il mal di testa agli abitanti della casa e agli ospiti occasioni) ma al tempo stesso siano persistenti e chiaramente percepibili, soprattutto quando si entra in casa.

Molte persone per questo motivo fanno un massiccio uso di deodoranti sintetici, di incensi e di candele che tuttavia spesso emanano odori fin troppo persistenti e soprattutto non di rado possono causare molteplici disturbi più o meno gravi a carico dell’apparato respiratorio come per esempio asma, reazioni allergiche e nei casi più gravi tumori.

Per questo motivo bisogna fare attenzione a cosa si compra e soprattutto bisogna sapere che esiste una validissima alternativa a questi incensi, deodoranti e candele di dubbia produzione e provenienza.

Si tratta di un’alternativa 100% naturale che consente anch’essa la profumazione degli ambienti, della biancheria e del corpo.

Stiamo parlando degli oli essenziali.

Virtù e benefici degli oli essenziali

Gli oli essenziali sono considerati dall’aromaterapia – ovvero la disciplina di medicina alternativa che propone cure a base di oli e, appunto, aromi – come il cuore pulsante delle piante, la loro anima verde ricca di proprietà benefiche per l’organismo umano.

Oltre a essere utilizzati per curare molteplici disturbi a carico del corpo e della psiche, gli oli essenziali sono perfetti per la profumazione degli ambienti e soprattutto del tutto privi di effetti collaterali; al contrario, essi assicurano notevoli benefici.

Del resto, le loro proprietà essenziali sono note da secoli, visto che l’aromaterapia vanta una storia millenaria.

Sono numerose, per esempio, le testimonianze di scrittori e poeti che esaltano la sensualità di profumi, ungenti per il corpo e pregiati incensi a base appunto di oli essenziali.

Questi ultimi venivano considerati alla stregua di pozioni magiche e medicamentose, e anche il lungo processo attraverso il quale si ottengono ha un che di mistico, un elogio alla pazienza e alla metodicità.

Gli oli essenziali, infatti, si ottengono attraverso la distillazione, la spremitura e in alcuni casi l’estrazione mediante utilizzo di specifici solventi delle sostanze odorose contenute nei fiori, nelle piante, negli agrumi e nelle resine naturali.

Il metodo della distillazione in corrente di vapore

Il metodo più diffuso è senza alcun dubbio il primo, quello della distillazione in corrente di vapore.

Come indica lo stesso nome, si tratta di un processo naturale che sfrutta determinate caratteristiche del valore.

Servendosi di un bollitore che sprigiona calore, si procede a una lenta estrazione degli oli essenziali che vengono poi raffreddati grazie a una serpentina attraversata da vapore; al termine di questo processo, gli oli essenziali vengono raccolti.

Si tratta di un processo talmente semplice e naturale, che viene effettuato sia a livello di produzione industriale, sia artigianalmente, grazie a kit appositi che si trovano in commercio.

Il metodo dell’enfleurage

Il metodo dell’enfleurage è senza dubbio tra i più antichi mai utilizzati dall’uomo.

Secoli fa, infatti, veniva già utilizzato per estrarre oli essenziali, in particolar modo dai petali dei fiori.

Questi ultimi, infatti, sono notoriamente molto delicati: troppo fragili per essere sottoposti con successo alla classica distillazione in corrente di vapore.

Si tratta inoltre di un metodo a freddo che si serve di un grasso solido di origine vegetale; solitamente si usa il burro di karitè.

Una volta raccolti, i petali vengono posti tra due telai rispettivamente di vetro e di legno, entrambi cosparsi di burro di karitè, e lasciati a macerare per alcuni giorni.

Si ottiene così non un olio, bensì una “pommade” solida che viene trasformata in olio essenziale grazie all’aggiunta di solventi liquidi. Uno dei più sfruttati è l’alcol etilico.

È proprio grazie a questo metodo che si ottengono alcuni oli essenziali tra i più diffusi, conosciuti e utilizzati. Parliamo per esempio dell’olio essenziale di rosa, dell’essenza di gelsomino e degli oli essenziali di lavanda.

Tuttavia, tra i tre metodi, quello dell’enfleurage è senza alcun dubbio quello meno usato.

Presenta infatti tutta una serie di controindicazioni non indifferenti: si tratta di una tecnica molto costosa e laboriosa, che richiede anche più tempo rispetto alle altre tecniche.

Per questo motivo oggi viene usata sempre più raramente, per lo più a livello domestico, mentre a livello industriale è stata definitivamente abbandonata.

Il metodo della spremitura a freddo

La spremitura a freddo rappresenta senza alcun dubbio il metodo più semplice e più utilizzato di estrazione degli oli essenziali.

Questa tecnica si rivela particolarmente efficace nel caso degli agrumi, dal momento che questi presentano una buccia ricchissima di oli essenziali.

In questo caso, poiché non si ricorre all’ausilio di solventi specifici o di vapore, si ottengono delle vere e proprie essenze.

Tra le più pregiate, va ricordata l’essenza di bergamotto, dall’odore inconfondibile, che ricorda le case di campagna e i campi fioriti in primavera.

Le caratteristiche principali degli oli essenziali

Gli oli essenziali sono, come si deduce direttamente dal nome, in primis oleosi, ma anche profumati e volatili (non fissi, come per esempio l’olio d’oliva); sono anche infiammabili, ma non rappresentano alcun pericolo.

Essi vengono utilizzati sia sul corpo, spesso durante i massaggi, per garantire il massimo assorbimento e la massima idratazione delle sostanze benefiche contenute negli oli, oppure, grazie ad appositi diffusori, per profumare gli ambienti.

Alcuni di loro, oltre all’odore gradevole, assicurano anche un effetto rilassante.

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